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BIOGRAFIA (2°parte)
Un'altra volta (era d'estate) mio padre mi disse di andare ad acquistare la birra, io mi misi a giocare con altri bambini e la birra arrivò a casa calda e mio padre si arrabbiò molto, e mi scaraventò la birra del suo bicchiere addosso. Ricordo una sera, a Macellari le persone adulte si riunivano la sera per parlare, e mentre si rideva e scherzava, io non so come ho fatto ho tirato una pietra e colpì, mio nonno Antonio nel sopracciglio, gli venne subito molto sangue. Io per la paura delle botte di mio padre mi nascosi per ore dietro una porta, dov’ero lo sapeva solo mia madre, che convinse mio padre che non l'avevo fatto apposta e che era stato un incidente. Mio padre aveva un carattere dittatoriale. Quando lui andava a riposarsi nel pomeriggio voleva che uno di noi figli, a proposito ho 4 fratelli (Pino, Aldo, Roberto e Beatrice) gli allontanasse le mosche. Ogni volta che arrivano le 18 di sera tutti noi figli eravamo a casa, perchè arrivava mio padre. Da piccolo lo temevo molto, perchè non era la prima volta che mi dava le botte con la cinghia. Il bello è che non ricordo più per quale motivo me le dava, alle volte bastava una parola sbagliata per prenderle. Ricordo,con mio fratello Roberto una mattina che siamo andati insieme a scuola, per strada non vedevamo nessuno e questo non lo comprendevamo, arrivati a scuola ci dissero che era Domenica !!! Ancora oggi ci ridiamo su... Una cosa che non ho mai dimenticato fu quella gita scolastica al mare a cui la mia insegnante non mi portò perchè gli altri alunni dissero che avevo detto una parolaccia, non era vero ed io che non avevo fino ad allora mai visto il mare ci rimasi male, tanto che questa ingiustizia ma la ricordo sempre. Allora i professori punivano gli alunni con delle bacchettate nelle mani e facevano male... Era giunto 1960, mia madre con una sua amica erano andate a Reggio Calabria, la sua amica per iscriversi alle case popolari e disse a mia madre: PERCHE' NON TI ISCRIVI ANCHE TU ? Mia madre rispose: “Ma vuoi che la casa me la diano a me?” Per avere diritto alla casa popolare si doveva entrare in una graduatoria e noi avevamo raggiunto in base alla nostra povertà 7 punti, ne occorrevano altri 2 !!! Mia madre, quando ritornò per tentare di convincere chi doveva assegnare quella casa, pianse talmente tanto che alla fine gliel'anno assegnata, e il bello fu che la sua amica riuscì ad avere solo 4 punti e non ebbe la casa. Ci trasferimmo a Reggio e dovetti dire addio a tutti i miei compagni d'infanzia. Appena ci trasferimmo a Reggio mi iscrissi alla scuola Elementare Corrado Alvaro e lì incominciai le elementari con i miei primi batticuore verso le ragazze. Ricordo una classe con oltre 36 alunni ed io che avevo il cuore che mi batteva a mille nel caso l'insegnante pronunciava il mio nome anche per rispondere alle sue domande. I primi esami arrivarono alla quinta elementare e fui rimandato in matematica era una sola materia ma il mio insegnante mi fece studiare tutta l'estate, poi fui promosso.  
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